Nelle meravigliose sale di Palazzo Te a Mantova dal 7 ottobre 2018 al 6 gennaio di quest’anno si è svolta la mostra “Tiziano/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra”, a cura di Helmut Friedel, Giovanni Iovane e Marsel Grosso. Un’imperdibile occasione per vedere a confronto le opere del grande Maestro della pittura veneziana del Cinquecento con le sperimentazioni più recenti di Gerard Richter, uno dei più influenti e acclamati protagonisti della scena contemporanea, che alcuni studenti del corso serale hanno visitato con il prof. Andrea Contin, autore di questo articolo uscito per la rivista Cultweek.com.

 

Appare come un’abbagliante deflagrazione di luce e di quasi evanescente materia pittorica, l’Annunciazione di Tiziano che apre l’intensa e preziosa mostra “Tiziano/Gerard Richter. Il cielo sulla terra” che Palazzo Te a Mantova dedica al Maestro cadorino del Cinquecento e a Gerard Richter, pittore tra i più grandi della contemporaneità, a cura di Helmut Friedel, Giovanni Iovane e Marsel Grosso e con l’ottimo allestimento museale di Giovanni Fiore per Lissoni Associati. Spinti a gran forza nel percorso espositivo dall’impetuosa accoglienza dei Giganti di Giulio Romano, una ‘sferzata d’aria modernissima’, per dirla col Vasari, impone di abbandonarsi al flusso delle immagini che, con precisione filologica e concettuale, tracciano la storia di un rapporto impossibile ma pur tuttavia reale e concreto: quello tra due artisti diversi per epoca e paradigmi culturali, ma accomunati dal processo pittorico, dall’ambiguità nella rappresentazione del reale, dalla ricerca della luce e, nella tarda produzione di entrambi, da un rapporto fisico e quasi violento con la pittura stessa. Nell’Annunciazione del 1539, proveniente dalla Scuola di San Rocco a Venezia, il celebre rosso di Tiziano inonda lo spazio della rappresentazione dalla veste dell’angelo che, atterrando in quel preciso istante, muove l’aria e l’anima e confonde le linee prospettiche, creando quel turbamento che porta la Vergine a proteggersi, braccia conserte al petto, da quella tempestosa luce divina. Non è il disegno che interessa Tiziano, ma la materia evanescente, i contrasti, la luce. La figura è pretesto formale e spunto poetico per produrre estensioni temporali cangianti e ipnotiche di quell’attimo, di quel singolo momento in cui la giovanissima fanciulla riceve un annuncio che è un ordine, imposizione di un esperienza straordinaria e dolorosissima a cui non si potrà sottrarre, pervasa da quell’umana paura che con tanta intensità psicologica già aveva raccontato Antonello da Messina. La giovane Maria è li, quasi all’angolo, circondata dai simboli del suo status e delle sue incombenze. La mela cotogna, indice di una donna nuova che supera il peccato originario della mela dell’Eden; il cesto con i lavori femminili, prerogativa delle ragazze ancora da maritare; la pernice, uccello creduto capace di ingravidarsi con il vento e dunque simbolo di fecondità divina. La grande tela per il resto è occupata dallo spazio tra la Vergine e l’Angelo, pieno dello spostamento d’aria e di emozioni che il suo arrivo produce. La prospettiva è ancora presente, ma solo per alludere a quella divisione tra umano e divino destinata a frantumarsi di li a poco con l’accettazione da parte di Maria del suo compito altissimo, come sarà nelle successive Annunciazioni di Tiziano quando l’Angelo sarà atterrato, l’Annunciata avrà allargato le braccia e il colore avrà pervaso lo spazio dentro e attorno la scena con la sua materia ormai quasi astratta. Una flagellazione cromatica, diceva Roberto Longhi, sottolineando il modo in cui Tiziano screziava le figure, le imbrattava, le usurava in un aspetto di ‘impressionismo magico’.

Lo stesso impeto e la stessa misura che convivono in Tiziano si esprimono nelle opere di Gerard Richter, il Maestro tedesco oggi ottantaseienne che con Tiziano si confronta fin dalla folgorazione avvenuta nel 1972 proprio davanti all’Annunciazione che apre la mostra. Il contrappunto al potente incipit della prima sala è infatti la riproduzione del photo painting – tecnica di cui Richter è stato pioniere – della stessa Annunciazione appena vista, traslata in un’atmosfera ancor più fumosa e indefinita, portatrice di dubbi e viaggi onirici sprigionati dall’enorme potenza ed emotività di quel medesimo momento biblico. L’Annunciazione di Richter, dipinta seguendo le forme dell’originale di Tiziano proiettate e poi fotografata e riprodotta nelle medesime misure, è sfocata, indefinita e a suo modo sintetica della struttura dell’antica matrice, preludio all’astrazione pura a cui giungeranno reinterpretazioni successive. Il vortice cromatico che avvolge il corpo dell’Angelo mette in moto il turbinio che riempie tutta la scena, mentre l’inclinazione della sua postura si raccorda ancor più visibilmente con il raggio luminoso che, dalla colomba sospesa al centro del quadro, qui non più visibile, si scaglia verso la fronte della Vergine accovacciata, macchia scura che fa da contrappeso e aggancia e trattiene l’intera composizione.

Tiziano è più chiaro passando per Richter, così come Richter è più chiaro passando per Tiziano. Le figure femminili fotografate, fotoritoccate o dipinte dell’artista tedesco si legano, comune omaggio, alle figure femminili di Tiziano. I segni sulle tele, siano quelle astratte di Richter o quelle della seconda, più tardiva Annunciazione di Tiziano del Museo di Capodimonte al centro della mostra, si rincorrono tra gesti con le dita e dilatazioni astratte di pennellate, diluizioni ed effetti cromatici e luminosi sorprendenti. Il tardo Richter, come il tardo Tiziano, affianca alla fluidità del suo fare pittorico gesti nuovi e diretti, usando anche coltelli da cucina e pennellate di diluente, sempre scoprendo strati di materia e contrasti di complementari ma aprendo nuovi squarci di profondità anche prospettica inediti e avvolgenti.

Non c’è la realtà della percezione retinica in nessuno dei due Maestri, ma solo la rappresentazione dell’unica realtà possibile, quella spirituale e metafisica, così incredibilmente umana da risultare più vera di ogni altro vero possibile, siano le piume brune dell’Angelo di Capodimonte che le striature sature delle Opere Astratte. Forze espressive potenti, in lotta contro i riflessi di una realtà irrapresentabile, catturabile solo – implicito fallimento – dalla superficie lucida di quello specchio rosso di Richter che, dalla sua parete rosso Tiziano, per un attimo accoglie la precaria e alterata immagine dello spettatore a cui, alla fine di questo viaggio, viene aperta la porta verso una realtà esterna non più così facilmente codificabile.

Bando di concorso per il conferimento di n.12 borse di studio offerte dal Comune di Mantova

Il Comune di Mantova offre n.12 borse di studio, del valore di € 1.000 ciascuna, per studenti meritevoli che abbiano frequentato la classe quinta di un Istituto Superiore statale nell’a.s. 2018/2019 superando l’esame di Stato.

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Corso di potenziamento delle competenze di base della lingua italiana

COME SI SCRIVE??? CI VUOLE L’APOSTROFO?? SI DICE SAREI O FOSSI???

Per rispondere a queste ed altre domande, per non avere dubbi,…ecco cosa si fa al Liceo Artistico Giulio Romano di Mantova.

Il Liceo artistico ha organizzato, seguendo le direttive ministeriali, un corso di potenziamento delle competenze di base della lingua italiana rivolto agli studenti delle classi seconde, interamente gratuito.

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1ª Giornata della Legalità, 6 Dicembre 2018

Il 6 dicembre scorso si è svolta dalle 9 alle 13, presso il Liceo Artistico Giulio Romano di Mantova la 1ª Giornata della legalità di questo anno scolastico dal titolo: Il contratto sociale: regole, diritti e libertà per una convivenza felice” e rivolta agli studenti delle classi prime, seconde e terze dell’Istituto.

La data è stata scelta per celebrare il 70° anniversario sia dell’entrata in vigore della Costituzione della repubblica italiana, sia la promulgazione della DUDU.

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Navigazione naturalistica del fiume Mincio - Classe 2LD

Docenti accompagnatori:

Francalanci - Saporito

Giorno: 06/06/2019

 

Hanno il colore delle alghe verdi le acque del fiume Mincio sulle quali la classe seconda - sezione D- ha navigato alla scoperta della riserva naturale, imparando a riconoscere alcune specie animali e vegetali che la popolano. La navigazione è stata organizzata in collaborazione con l’associazione “Alkemica”, con l’intento di promuovere la conoscenza scientifico-naturalistica del territorio mantovano attraverso una lezione “a cielo aperto” e un campo investigativo diretto.

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NarrAzioni da giovani a giovani - Di che colore è il tuo Oro

Sabato 25 maggio al Teatro ARISTON gli studenti delle classi 4^, 5^ Audiovisivi, del LICEO ARTISTICO G.Romano con AVIS Comunale Mantova, hanno offerto alla città il risultato di un progetto di collaborazione. 

La rappresentazione in Teatro è stata scelta come modalità di verifica del lavoro svolto. I risultati ben li hanno espressi i ragazzi che con disinvoltura sul palco hanno comunicato i loro cortometraggi e la gioia di fare. Ne è conferma una lettera a firma di uno spettatore riportata sul giornale locale : “Spettacolo avvincente al Teatro Ariston, ha coinvolto emozionato e incuriosito tutta la platea…questi piccoli capolavori visti sul grande schermo, emozionanti…”

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Giornata della Memoria al Liceo Artistico Giulio Romano

“Il giardino dei giusti” è un progetto nato dalle idee scaturite dalla lettura di un libro, “Il tribunale del bene”, scritto dal giornalista Gabriele Nissim. Nissim nel suo libro restituisce al mondo la testimonianza di Moshe Bejski, un ebreo polacco sopravvissuto allo sterminio dei campi di concentramento grazie alla “scelta” di un uomo “giusto”: un uomo che ha rischiato la propria vita per salvare quella degli ebrei. Moshe, per ricordare tutti i salvatori degli ebrei, a Yah Vashem, in Gerusalemme, ha realizzato “Il giardino dei giusti”, in cui ciascun albero ricorda un uomo che si è distinto come tale.

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